Dragona è una frazione del Municipio XIII di Roma, situata all'interno della borgata di Acilia, e ricoprente la parte nord di Via dei Romagnoli (una tra le tante vie o piazze dedicate alla popolazione emiliana che circa 150 anni or sono bonificò l'intera area del nostro municipio, all'epoca composta unicamente da paludi e saline). L'origine del nome del quartiere "Dragona" è abbastanza controversa, anche se solitamente si preferisce accreditare maggiormente la versione secondo cui il nome derivi da una scelta del pontefice Gregorio IV (827-844) che scelse il nome di "Colonia Draconis". Il motivo per cui il papa scelse questo nome è dovuto all'altissima presenza di rettili colubridi (Biacco e Saettone) che all'epoca popolavano la regione boschiva più a nord del quartiere, a ridosso delle anse del fiume Tevere. Tali serpenti erano chiamati dalla popolazione "Draconi" o "Regina", e da qui appunto venne scelto il nome, quanto mai calzante. A sostegno dell'attendibilità di questa tesi vi è il Dragone che l'imperatore Traiano comandò fosse raffigurato nei labari (insegna degli imperatori romani formata da un'asta verticale fissata a un'altra asta più corta posta orizzontalmente, da cui pendeva un drappo di stoffa, solitamente seta; nel Medioevo era solito ritenerla l'insegna dei Comuni Italiani e dei reparti o truppe a cavallo) delle coorti di cavalleria a Fiumicino. A ulteriore sostegno di questa tesi, occorre ricordare il culto pagano fortemente radicato nel territorio della dea romana Giunone Regina, divinità che generalmente si rappresentava o abbinava appunto al serpente Regina (allora, come detto, conosciuto come "Dracona"). Per sconfiggere tali credenze il pontefice introdusse nella popolazione di Dragona il culto di San Giorgio, leggendario cavaliere cristiano che sconfisse e uccise un dragone, simbolo del male, in Libia, convertendo poi la popolazione pagana al cristianesimo. Del culto di San Giorgio rimangono a oggi evidenti tracce in quadri e chiese del quartiere e zone limitrofe, come per esempio la contrada e la Chiesa di San Giorgio di Acilia.
Secondo una meno accreditata versione, il quartiere di Dragona prende il nome da "Draco", suo atavico proprietario. Ad ogni modo, il processo evolutivo del cambiamento del nome fu molto lento, da Colonia Draconis si passò infatti prima a Dragoni, poi a Dragone ed infine, nel recente dopoguerra, all'attuale nome del comprensorio. Negli anni recenti, dal 1970 in poi, il quartiere si è consistentemente popolato a motivo dell'incontrollato abuso edilizio che ebbe luogo in quei decenni.